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Archive for Marzo 2006

Di-straccion

23 Marzo 2006 Nemo Lascia un commento

Premesso che sapevo che il popolo italiano era composto per il 90% da coglioni non pensavo che si arrivasse a questo. Uno dei popoli piu stupidi del mondo, gli Inglesi (ebbene si, ancora per poco c’è un popolo piu stupido del nostro), aveva inventato una trasmissione in cui i concorrenti venivano umiliati in tutti i modi possibili pur di vincere una macchina. Ovviamente noi le cazzate ce le importiamo tutte (vedi grande fratello, ballando con le stelle etc…) e non potevamo farci scappare questa.La trasmissione in realtà è un quiz, solo che i concorrenti, per rispondere, devono farsi massacrare da quelle che loro chiamano distrazioni; ad esempio pulsanti con scossa, fermare un ventilatore con il naso etc… La manche finale tra i due rimanenti si svolge in due cabine del telefono, entra un branco di gente orribile nuda e ogni volta che uno risponde giusto si becca uno nudo dentro la cabina. Alla fine chi vince tra i due ha vinto la macchina solo che è sottoposto ad altre domande, per ogni domanda errata deve sfasciare un pezzo di macchina.Lasciando stare le domande a cui risponderebbe uno della terza elementare, la cosa piu interessante sono i filmati portati dalla gente (tanta!) per partecipare alla trasmissione. Gente che si tuffa dentro i cassonetti, chi si tira la peggio roba addosso, chi si fa prendere a calci, chi va in moto a culo scoperto etc…Cioè ormai per finire in televisione la gente è disposta a tutto, anche a perdere la dignità; se facessero un programma che bisognerebbe prenderlo in culo per partecipare ci sarebbe la fila, ci scommetto. Una volta per far partecipare uno in televisione lo dovevano pagare, ora è lui che paga per andare un oretta in onda.La cosa che mi ha lasciato l’amaro in bocca piu di tutte però è stato il gioco finale con la macchina. Cioè quel poveraccio arriva alla fine, vince una macchina che magari non aveva i soldi per comprare e tu cosa fai? glie la fai sfasciare? Tanto a loro che gli frega, di macchine così ne comprano a decine quando gli pare; però tu, povero barbone, una macchina così la vedi giusto su quattroruote, e loro si divertono a vedere mentre la fai a pezzi vomitando bile.Mi ricorda alcune scene di qualche film, quando i ricconi chiamavano il cameriere e, per un centinaio di dollari, lo umiliavano per il loro divertimento, qui è la stessa cosa. Allora caro coso come cazzo te chiami, che hai vinto la macchina, quando ti hanno portato la spranga hai fatto male a rompere il parabrezza; li dovevi fare due cose: uscivi nel parcheggio e sfondavi la macchina del direttore di rete, poi trovavi il direttore di rete e sfondavi il direttore di rete, poi mettevi in moto la macchina (sana) e te ne andavi.Spero utopicamente che per le prossime puntate l’unica distrazione sia il fatto che non c’è gente in studio. P.S.: Non ho nulla contro Teo Mammuccari, mi piace molto come personaggio anche se gioca troppo sul prendere in giro il pubblico quando ha i numeri per giocare “in solitario”.

Categories: Pensieri & Parole

TGCOM says: "Come colpiscono gli hacker"

20 Marzo 2006 Nemo Lascia un commento

Trashing, boxing, phishing o skimming (se, freeclimbing, bungee jumping, sky diving, ce ne sono una cifra!): un sottobosco di definizioni incomprensibili alla maggior parte dei navigatori (anche a te se è per questo). Anche per questo motivo rappresentano le vittime ideali di ingegnosi hacker (no gli hacker fanno altro, forse tu intendevi cracker) mossi ormai da un solo scopo: alleggerire più conti correnti possibili (al tuo ci pensa tua moglie). Quei “rettangoli di plastica” chiamate carte di credito (le prepagate, soprattutto) sono l’oggetto del desiderio dei truffatori (si si sopratutto le prepagate, che il 90% delle volte c’è credito 0 dentro), virtuali fino a un certo punto e bravi a inventarsi trappole sempre più reali. Espedienti quasi impensabili eppure nemmeno troppo lontani dalla nostra realtà di ogni giorno.Pensatevi ad esempio mentre uscite da un ristorante o da un supermercato: probabilmente, dopo aver pagato con carta di credito, sarete tentati di sbarazzarvi dello scontrino (veramente no, anche perchè generalmente la gente se li scarica dalle tasse). Vien quasi naturale accartocciarlo e lanciarlo nel più vicino cestino, giocari magari a fare canestro (mi sa che ti vedi troppi film). L’idea purtroppo non è delle migliori e tantomeno delle più sicure: anche in Italia si sono infatti registrati episodi di trashing, ossia di hacker che hanno rovistato in quei cestini a caccia della ricevuta. Considerato che non tutti gli esercizi pubblici utilizzano un programma per crittografare i dati stampati sulla carta (gran parte dei numeri dei codici sono standard, ndr)(si ma sullo scontrino non c’è il codice della carta), spesso e volentieri gli estremi del vostro mezzo di pagamento sono deducibili facilmente dalla carta chimica (e che è sta carta chimica mo??? tipo moschicida??). E il resto viene da sé, come dimostrano i conti recuperati grazie alle catene di Sant’Antonio (boh, tramite catene di sant’antonio si recupera qualche vaffanculo al massimo ma i codici delle carte di credito non credo proprio). L’aggravante è l’associazione a delinquere (anche se sono da solo??): l’hacker non si sporca le mani di persona nella spazzatura ma accattona senzatetto o disperati vari (e certo; adesso il cracker si fa anche gli scagnozzi tipo il padrino).Una forma leggermente più evoluta di frodi si chiama boxing (mi sa che ti sbagli sport, il boxing lo fa Tyson non i cracker): stavolta non si tratta di infilare le mani nei cestini quanto di introdursi nelle portinerie di condomini e grandi palazzi per ficcanasare nelle buche delle lettere (si e il portiere sta zitto a guardare, anzi a volte ti apre anche la cassetta!). Vogliamo scommettere? (quanto e quanto ti pare guarda) Su trenta caselle almeno in un paio spunta ogni giorno la lettera della banca con l’estratto conto mensile (ho fatto il postino sei mesi e ci guardavamo bene dal far spuntare quel genere di lettere). O, peggio ancora, la busta con i codici del nuovo bancomat (si o magari un pacco con un rubino sangue di piccione dentro). Con quei numeri in mano, la Rete sarà ben lieta di “vendermi” qualsiasi cosa (si si aspetta solo te la rete).Più tecnologici e più redditizi gli altri sistemi per truffare il prossimo virtuale. Con pochi euro è possibile acquistare anche su Internet uno skimmer (il lettore di carte di credito) di dimensioni ridotte e utilizzabile al momento oppportuno (pochi euro???? ma dove fai la spesa te oh!!). Il passo successivo è lo skimming, con i supermercati nuovo eldorado degli hacker (e dove stanno sti nuovo eldorado? io vicino casa c’ho la gs). Questa tecnica prevede l’inserimento nottetempo di una scheda telefonica nello skimmer per il pos usato alla cassa. Magari il lavoro sporco lo si commissiona a un ladruncolo della zona, bassa manovalanza del vecchio crimine (aridaje con gli scagnozzi! sto cracker sta diventando piu potente di Al Capone!!). Una volta piazzato il necessaire, ad ogni pos, da quella macchina partirà in simultanea un messaggio Sms destinato a un cellulare (solitamente all’estero) con tutti gli estremi del documento utilizzato (eh si eh, io una volta che sto dentro il supermercato piazzo i pos, non lo svaligio no?). Solo due sistemi per arginare lo skimming: realizzare lettori trasparenti o crearne modelli monoblocco, non apribili (o apribili una volta sola) (Oppure licenziare qualche giornalista incompetente).Sul versante bancomat, non dimentichiamo i numerosi episodi di sportelli trasformati in “tipografie” di codici segreti ad uso e consumo di chi ha piazzato magari una webcam alle spalle del cliente (tu non hai mai avuto un bancomat fratello; non esiste modo di piazzare una webcam alle spalle. L’unico modo di farlo è in una banca dove il bancomat è interno ma non so il vigilante quanto sia propenso a farti mettere telecamere).LE TECNICHE DI HACKING (cracking magari)Frodare assumendo le medesime sembianze di chi fa e-commerce in modo onesto: è questo il settore dove l’hacker dà il meglio di sé (eh si lo faceva anche terminator 2000, era la sua specialità prendere le sembianze degli altri). Di casi di phishing ce ne sono a centinaia in Italia e, nonostante gli avvisi, rimangono sempre troppo tanti quelli che ci cascano ancora (eh beh, la madre dei cretini è sempre incinta, vero?). Anche il sistema del pharming rende parecchio: da un punto di vista tecnologico, si tratta di deviare la codifica dei dns (digital name server) su un sito clone. Tradotto: far sì che digitando l’indirizzo di un sito (esempio classico: la banca online, ndr) si finisca sulla pagina di un sito identico ma non dell’originale (beh si chiama phishing, l’hai detto due righe sopra). Il navigatore, convinto di trovarsi davanti al proprio sportello online, digita password e codici per eseguire bonifici o ricariche: dall’altra parte, l’hacker prima registra, poi farà l’uso peggiore. Impossibile attendersi scuse. (e da chi?) Come se non bastasse il criminale virtuale può insinuare un trojan nel nostro pc e spiare i nostri movimenti sulla Rete, farci scaricare a nostra insaputa un key logger che registra quello che digitiamo sulla tastiera, inviare e-mail del tutto false intestate al nostro capoufficio, captare con un tubo di patatine “pringle” tutti i dati trasmessi non via cavo ma wireless (fa prima ad aspettarti fuori all’ufficio, picchiarti e rapinarti). E ancora: creare siti fittizi di vendita (si gia ce l’hai detto).Da tutto questo esiste una via d’uscita? Fortunatamente sì (s.l.) (Non leggere questo articolo è una)