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Archive for Febbraio 2009

La baia dei pirati sotto attacco

22 Febbraio 2009 Nemo Lascia un commento

http://www.breakitdownblog.com/wp-content/uploads/2008/01/the_pirate_bay_logo.jpgDirezione nord, nord-est, il giro è lungo ma oggi si va in Svezia. Come potrei non raggiungere il luogo dove si sta tenendo uno dei processi più importanti per quanto riguarda la rete e sopratutto il peer-to-peer.
In quel di Stoccolma si sta tenendo il processo a The Pirate Bay, il famoso motore che fornisce i torrent per scaricare il materiale più vario.
La baia è stata più volte attaccata nel corso di questi anni, tramite accuse infondate, il suo url è stato bloccato dai server DNS di vari paesi, blocco praticamente subito rimosso per il fatto che non sussiste nessun reato.
Ma i rappresentanti delle industrie e di tutti gli organi che traggono profitto dal materiale che di solito si scarica, hanno provato un ultimo attacco massivo e potente ed hanno trascinato in aula i “capi” del portale: Peter Sunde, Gottfrid Svartholm Warg, Fredrik Neij e Carl Lundstrom.
Sono giorni che ormai il processo va avanti e la vittoria sembra certa e schiacciante, tanto che Fredrik Neij (conosciuto come TiAMO), tramite il suo account twitter, ci fa sapere che la vittoria è stata schiacciante.
Niente di più facile, l’accusa non aveva la più pallida idea di come fosse fatta la “bestia contro cui stava lottando”, tanto che è stato Fredrik a spiegare a tutti come funzionasse BitTorrent; un torrent non ha nulla al suo interno, niente che possa ricondurre l’hosting di materiale illegale sui server di TPB.

Beh ragazzi, sono contento di vedere che la situazione volge a nostro favore e che i ragazzi della baia ce l’abbiano fatta, ormai è questione di ore.

Scusate per l’articolo corto ma devo correre in Argentina per parlare di una delle cazzate che il capo invasore del nostro paese ha combinato.

A presto.

Capitano Nemo

L’esercito dei pirati

17 Febbraio 2009 Nemo Lascia un commento
Da quando è stato costruito, il Nautilus batte bandiera tricolore, la mia amata bandiera Italiana; ma oggi purtroppo dovrà essere affiancata dal jolly roger, la famosa bandiera dei pirati. Si amici miei, tra un pò noi blogger ci trasformeremo automaticamente in pirati, volete sapere il perchè? Ve lo illustro subito.

Parte tutto dal DDL 733, cosiddetto “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”. Dando per assodato che noi blogger non andiamo in giro ad ammazzare la gente, di quale sicurezza pubblica si sta parlando? Di quella delle sfere del potere ovviamente, perchè nessuno del popolo è stato mai ferito da un blog.
Ci pensa il senatore D’Alia a far dormire sonni tranquilli ai potenti, è lui che si è assunto l’onere (e forse anche l’onore) di metterci il bavaglio, ma vi spiego come.
Pochi giorni fa, il signore in questione, ha proposto una modifica n.50 al decreto 733 che va a toccare, se già non lo facesse già, in pieno il nostro mare, quello dove noi blogger e navigatori sguazziamo così piacevolmente ogni giorno.
Vi copio i 5 semplici comma che compongono questa modifica:

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

La chiave sta tutto nella parola “apologia“, vi faccio un esempio: “secondo me tizio è un imbecille”, sarebbe calunnia secondo la legge (verità inconfutabile secondo chi lo conosce magari); D’Alia in questo caso si vuole erigere a paladino della vittima di questo terribile reato e propone questa modifica per garantire il diritto di rettifica, cioè tizio deve far sapere che non è un imbecille (sempre che riesca a dimostrarlo). Ora, la calunnia è un esempio, vi potrei dire anche “bisognerebbe spaccargli la faccia” = istigazione all’aggressione, “il presidente della repubblica è un fesso” = vilipendio alle alte cariche dello stato etc…
In questo caso che succede? l’autorità giudiziaria, legge che tizio è un imbecille, chiama questo signore qui il quale attua una procedura in pieno stile Mussolini (Benito), ovvero contatta i provider e gli ISP (dubito che sappia cosa siano) e predispone la regola di bloccare l’utente e il sito che ha commesso il “reato”.
Ora, se bloccano il mio piccolo blog pazienza, dubito che qualcuno ne sentirebbe la mancanza, ma avete idea del danno per noi utenti se qualcuno dovesse dare del fesso a qualcuno su un video di youtube? Youtube in Italia, secondo la legge, dovrebbe essere bloccato. Non temete comunque, il vostro capitano non vi lascia mai soli, presto farò un video dove spiego come aggirare i blocchi operati in questo modo.

2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

Potevano mancare le SS? Certo che no, la polizia postale deve fungere da squadrone nazista, piombare a casa del povero blogger e chiudergli tutti gli spiragli con il mondo della rete. Chiaramente se rimuovo il video il sito torna online, ma a quel punto cosa ci faccio con un blog sul quale non posso scrivere?

3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell’attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

In questo comma, questo signore qui, che dubito abbia mai aperto un pc o guardato un server, è incaricato di scegliere i mezzi più idonei per bloccare il malfattore; come al solito il governo italiano mette le persone sbagliate al posto sbagliato; ma non sarebbe più ideonea la polizia postale per questo compito, visto che si avvale di validissimi periti informatici?

4. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.

Da buon regime fasci-nazista, il governo obbliga i provider (fornitori di servizi internet) a bloccare tutto ciò che concerna il “criminale”, dal blog alla connessione internet entro 24 ore. Ma questo non basta, perchè la distruzione dell’individuo non sarebbe completa; ci mettono sopra il carico di una sanzione pecuniaria che va dai 50.000 ai 250.000 euro. Ora, 250.000 euro è il costo di un appartamento alle porte di Roma, come fa un adolescente a pagare tale cifra? Possono permettersela solo i ricchi, ma tanto pare che le leggi siano fatte espressamente per loro da questo governo.

5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda”.».

Ovviamente questo ultimo comma è per non farsi sfuggire proprio niente, va addirittura a scomodare il codice penale.

Bene cari amici, è tutto; non ho idea di come andrà a finire, so solo che continueremo a lottare finchè non ci libereremo dagli invasori e sapete bene a chi mi riferisco, senza paura di apologia di reato.

Sempre libero,
Capitano Nemo

L’invasione della Sardegna

17 Febbraio 2009 Nemo Lascia un commento

Immersione e motori a tutta potenza! il Nautilus fa rotta verso la Sardegna, purtroppo sembra che sia troppo tardi. Scusate se il vostro capitano se l’è presa comoda ma sinceramente l’elezione di Cappellacci mi ha spiazzato. Cominciamo con il dire che non è stato un Soru vs Cappellacci ma un Soru vs Berlusconi. Ma Berlusconi non era il presidente del consiglio? allora perchè, invece che occuparsi dei problemi del paese, va in Sardegna a fare le veci del presidente della regione?
E così Cappellacci ha conquistato la poltrona, ma come ha fatto? forse perchè il suo capo, quello che ha parlato al posto suo, ha promesso mari e monti agli abitanti della sardegna; miliardi di euro di investimento sulla Sardegna! Addirittura il ministro La Russa ha rievocato il piano Marshall per descrivere l’immensa operazione di investimento fondi che dovrebbe piovere sulla Sardegna.
Ma cosa succederà in Sardegna? Forse sarebbe stato meglio fare una sosta sulle coste abruzzesi e raccogliere a bordo uno dei suoi abitanti, tanto per farvi sentire dalla sua bocca cosa è successo li dopo che la regione è stata “gabbata” dalle false promesse che il signor Silvio eloquia da decine di anni a questa parte.
Stesso film gia visto in Abruzzo infatti, promesse di miliardi di euro per infrastrutture; soldi mai visti.
Ma fermiamoci un attimo a riflettere, cosa che non si fa mai troppo spesso; abbiamo un debito pubblico di circa 1600 miliardi di euro, da dove dovrebbero spuntare questi nuovi miliardi per l’Abruzzo e la Sardegna?
Cari amici sardi, ho un affetto particolare verso di voi visto il nostro comune attaccamento al mare e l’ospitalità che, parecchio tempo fa, sono stato onorato di provare, forse dovreste fare un viaggio nel nord della vostra splendida isola. Spesso sono lieto di dirigere il Nautilus verso quelle coste e quello che vedo non mi piace; località una volta splendide trasformate in ritrovo per gente senza scrupoli, che hanno anche la faccia tosta di chiamare VIP; kilometri di costa devastata per dare spazio agli attracchi degli yatch dei perdenti arricchiti grazie a giochi mafiosi (imbarcazioni che sinceramente impallidiscono di fronte alla mia creazione) di cui i politici fanno parte. Dato questo spettacolo orrendo, siete sicuri di voler incaricare delle infrastrutture questi politici/criminali che hanno già rovinato le vostre splendide coste per rendere migliore le loro vacanze?
Non voglio con questo farvi perdere le speranze, voglio che lottiate con tutte le forze perchè rispettino le promesse fatte e se non le rispettano voglio che abbiate la forza di rimandare a casa i traditori che si sono insidiati nella vostra regione con l’inganno.
Se ci sarà bisogno di lottare non abbiate paura e guardate verso il porto, vedrete emergere un grosso sottomarino.

Capitano Nemo

Storia di un nick

5 Febbraio 2009 Nemo Lascia un commento
Era il 1996, avevo da poco comprato il mio primo modem, di una marca sconosciuta che ora neanche ricordo, un 56k. Ero riuscito a reperire il numero telefonico di un provider che forniva la connessione ad internet, non so neanche se esiste ancora, si chiamava pbxfreenet. Riuscii a stipulare un buon contratto con la telecom, 15 centesimi di lire al minuto, allora era una tariffa accettabile, sopratutto se, chi come me, si era dato un limite di 1 massimo 2 ore al giorno. Ora un limite temporale del genere è impensabile, ma 12 anni fa la rete non era così estesa e ricca, perciò 1 o 2 ore andavano più che bene.

All’epoca, i forum non erano tanto diffusi, il social networking praticamente non esisteva ancora, l’unica “ammucchiata di persone” era IRC. Chi aveva bisogno di un nick stabile erano solo quelli che entravano a far parte delle cosiddette crew, smanettoni estremi sempre alla ricerca del virus o dell’exploit perfetto oppure semplici aspiranti tali, persone che se fossero veloci con la tastiera quanto lo sono con la lingua sicuramente sarebbero tra i migliori, nell’elite, come la chiamano loro; ma quello è un mondo che sinceramente non mi ha mai attratto più di tanto; un film da guardare stando seduti in poltrona, niente di più.
Tuttavia dovevo trovare uno pseudonimo, un nome che identificasse il mio io che navigava in rete.
Come se qualcuno avesse risposto alla mia domanda, mi trovai tra le mani una specie di versione ridotta di “20000 leghe sotto i mari” di Jules Verne. Cominciai a leggerlo, rimasi affascinato dalla caccia al narvalo iniziale e andai avanti; mai mi sarei immaginato che, poche pagine più avanti, avrei incontrato il personaggio più eccezionale che abbia mai conosciuto. Così venni a conoscenza del fantasmagorico Nautilus, sottomarino alimentato a pannelli solari; ora, nel 96 i pannelli solari già esistevano, ma il massimo che alimentavano era una calcolatrice, pensare che fosse un idea dell’800 era qualcosa di sbalorditivo. Venni a conoscenza anche del suo geniale creatore; uomo fiero, sicuro di se, portamento regale, figlio di un principe, geniale ingegnere e scienziato, la mente sempre prioiettata al futuro, qualsiasi scoperta tecnologica del mondo esterno per lui era già obsoleta perchè lui aveva già creato la sua evoluzione e così decisi di identificarmi in rete con il suo nome: Nemo.
Portai questo nick per qualche tempo, lo curavo talmente tanto che usarlo per le iscrizioni sui forum e i social network, a mio parere, era sprecato, così usai i nick più variegati.
Oggi però, che ho parecchi contenuti miei sulla rete, dal canale youtube al blog, ho deciso di rispolverarlo e ricucirmelo addosso.
Dal 96 tanta acqua è passata intorno al Nautilus; oltre ai vari film (antecedenti al 96), Nemo è stato portato sullo schermo nel film “La leggenda degli uomini straordinari”, addirittura è stato dato il suo nome al protagonista del film d’animazione “alla ricerca di Nemo”, così la fantasia popolare si è scatenata e quando sono andato per riprendermi il mio nome, una miriade di persone avevano già usato questo nick in tutte le salse possibili e immaginabili. La fantasia popolare però si sa, è un onda, si alza e poi si infrange di nuovo nel mare e così, i profili che portano il nome di Nemo, ora sono abbandonati già da due o più anni; per colpa di questi “cadaveri” purtroppo sono stato costretto a modificare il nome dei vari profili per via dell’univocità, così mi sono trovato a dover mettere 81Nemo su youtube o N3mo su blogtv, ma il nome che porto in rete rimane e rimarrà sempre quello che presi nel lontano 1996: Nemo.
Con questa piccola spiegazione vi saluto e vi dò l’appuntamento al prossimo post.

Capitano Nemo