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Il coraggioso, il cagasotto e il vero campione

Per quello che ho potuto constatare io, per strada ho trovato tre elementi della fauna dueruotistica molto particolari: il falso coraggioso, il falso cagasotto ed il vero campione.

Il falso coraggioso
Il falso coraggioso sceglie sempre la via più semplice, per lui la moto non è una passione, ma semplicemente un oggetto da mostrare agli amici al bar e con cui fare il figo, magari rimorchiando anche qualche ragazza. Qui apro una parentesi, il fatto che il motociclista rimorchia è un falso; alle donne aggrada senz’altro il tipo in moto ma bisogna considerare che la maggior parte di loro non salirebbe su una moto neanche a pagarle, perché la trovano estremamente più scomoda della macchina, preferendo quest’ultima come mezzo di locomozione. Alle donne che amano andare in moto, invece, non piace particolarmente stare appollaiate sul codino di una super-sportiva, preferiscono senz’altro la sella di una comoda stradale e sopratutto non gli piace troppo sfrecciare a 300 all’ora o prendere le curve a 180 km/h.
Tornando a noi, faccio una piccola premessa; per portare una moto è necessaria una patente di tipo A meccanica (per moto con cambio manuale), tuttavia, se si prende una A automatica (per scooteroni etc…, insomma mezzi con cambio automatico), per una assurda legge, dopo 2 anni si trasforma automaticamente in A meccanica.
Ecco che il falso coraggioso sceglie la via più facile; si presenta all’esame con un SH 125, passa l’esame, visto che con un SH 125 lo passerebbe anche una scimmia ben addestrata e si fa questi due annetti in motorino, quando c’è sole splendente, mentre quando ci sono delle sparute nuvole all’orizzonte prende la macchina.
Fast forward di 2 anni, il falso coraggioso è pronto a scatenarsi. Come prima moto non sceglie una Cagiva Mito 125, no, assolutamente. Corre immediatamente da un concessionario Yamaha ed ordina una R1 (180 cavalli di bontà in olio Castrol).
Ovviamente ritiene l’abbigliamento motociclistico da falliti, perciò per andare in moto si veste nel seguente modo:

  • Infradito
  • Pantaloni corti
  • Camicetta a maniche corte aperta davanti
  • Casco aperto non omologato neanche per le biciclette
  • Occhiali da sole

Perché falso coraggioso? Perché a prima vista per i suoi amici, risulta uno con le palle, visto che come prima moto si è comprato un missile; in realtà è abbastanza cagasotto perché alla prima scivolata di routine corre di nuovo al concessionario Yamaha a rivendere la moto ad 1/3 di quanto l’aveva pagata. Ovviamente questa categoria è la preferita dei veri motociclisti a cui piace cambiare moto spesso; se andate da un qualsiasi concessionario, possibilmente grande, troverete sicuramente una sportiva usata per circa 2000 km e poi rivenduta, se chiedete ad un commesso il perché il precedente proprietario se l’è venduta vi risponderà con una frase del tipo: “era un cojone che c’è cascato na vorta, s’è cagato sotto e se l’è rivenduta”.

Il falso cagasotto
Devo dire che è una categoria di dueruotisti che potrebbero anche suscitare invidia per la loro costanza e per la loro testa dura.
Il falso cagasotto non aspetta due anni per prendere il mezzo desiderato, preferisce prendere la patente automatica e guidare un automatico. Tuttavia è lontano dall’essere un tipo tranquillo, vuole il massimo spendendo il minimo; si orienta senza dubbio sugli scooteroni ma vuole battere in potenza le moto più estreme che incontra per strada, senza sapere che gli basterebbe un Liberty Piaggio perché le moto sportive in mezzo al traffico sono totalmente inabili.
Così sfila nei concessionari posando gli occhi su questi scooteroni taroccati da moto, cioè che sono scooteroni ma che consumano e costano come una moto.
Nel 90% dei casi la scelta ricade sull’ormai strafamosissimo t-max della Yamaha, parecchie volte, non contento delle prestazioni base, lo fa modificare dal suo meccanico, perché lui non saprebbe neanche ingrassargli la catena; gli piazza scarico, collettore, centralina più altri ammennicoli totalmente inutili come il faro posteriore con la scritta t-max che si illumina quando frena, le striscette colorate sui cerchioni, il cupolino opaco etc…
L’abbigliamento ovviamente è esattamente identico al falso coraggioso descritto prima.
Dopo tutte le modifiche e le pratiche entrano in strada con questo bidone dell’immondizia truccato da maxi scooter ed il loro primo obbiettivo non è quello di andare a lavoro, ma quello di gareggiare con i motociclisti, poi se per sbaglio si trova nei pressi dell’ufficio allunga e va a lavoro.
Arriva poi il momento che per strada incontra il tanto sospirato motociclista, che sta pensando ai cazzi suoi, ad una velocità moderata, magari con una mano staccata dal manubrio per alzare un po’ la posizione di guida e far riposare le braccia ed i polsi; cosa fa il nostro finto cagasotto? si piega (come se potesse diventare più aerodinamico), apre al massimo il gas da una distanza che permette al cambio automatico di far raggiungere una velocità all’incirca doppia a quella della moto che lo precede, lo passa in velocità ed i casi sono i seguenti:

  • Il motociclista scuote la testa mentre pronuncia la frase “che cojone” e lo guarda allontanarsi con fare rassegnato mantenendo la sua velocità.
  • Il motociclista si sente in vena di dare lezioni; mantenendo la posizione in cui sta, spalanca il gas, neanche ha bisogno di inserire la marcia successiva e lo svernicia in una maniera vergognosa. Il falso cagasotto spalanca ancora di più il gas andando ben oltre i suoi miseri limiti, passa il motociclista che nel frattempo aveva frenato (e c’era un perchè l’aveva fatto). A questo punto il falso cagasotto si ritrova davanti ad una situazione critica che richiede un esperienza di guida che non raggiungerebbe neanche se vivesse per 750 anni e si spiaccica addosso alla macchina che era ferma per girare a sinistra.

Da quest’ultimo caso prende il nome il falso cagasotto. A prima vista può sembrare un cagasotto perché non ha avuto il coraggio di comprarsi una moto ma un bidè con le ruote e invece, pur cadendo, spiaccicandosi, spendendo milioni al mese in multe, si ritrova sempre in sella al suo fedele scooter pronto a nuove avventure.

Il vero campione
Essere leggendario. Per chi ha giocato a Dungeons & Dragons può essere paragonato ai draghi d’oro. Ma chi è il vero campione? Io mi degno di parlarne solo perché ho avuto l’onore di conoscerne alcuni e di incontrarli saltuariamente per strada, li si riconosce subito:

  • E’ quello che, anche il 15 di agosto, con 40 gradi all’ombra, gira con:
    - Scarpe (e non ciabatte)
    - Pantaloni lunghi
    - Giacca di pelle/cordura d’inverno e traforata d’estate con protezioni
    - Guanti con protezioni; traforati d’estate e sportivi/imbottiti d’inverno
    - Casco rigorosamente integrale
    - Paraschiena
  • E’ quello che in città difficilmente supera i limiti consentiti, nonostante tutto arriva prima di chiunque altro. Come fa? Potete superarlo tranquillamente, ma sappiate che, mentre voi appena vedete la curva cominciate a frenare, lui vi passerà in piena tranquillità, leggera pinzatina, se c’è bisogno scala una marcia, butta giù la moto e prende la curva in tutta serenità.
  • E’ quello che quando si crea una situazione di pericolo davanti non si attacca ai freni finendo per la maggior parte delle volte sotto la macchina che lo precede; mantiene lo sguardo fisso e concentrato; da il via ad un gioco rapido di freno, frizione, cambio ed esce dal pericolo in maniera pulita e tranquilla.
  • E’ quello che non vedrete mai sdraiato al bordo della strada con la moto a terra; la sua moto sarà davanti a quella incidentata, sul cavalletto e con le 4 frecce attive e lui sarà piegato sopra all’infortunato sincerandosi delle sue condizioni.
  • E’ quello che prima di girare mette la freccia e guarda negli specchietti retrovisori.
  • E’ quello che quando ti vede da lontano, dalla corsia opposta, ti fa un doppio lampeggio di saluto e quando arriva a 5 – 6 metri di distanza ti risaluta con le dita a V.
  • E’ quello che se ti deve sorpassare non lo fa a 300 all’ora passando a 2cm; rallenta, passa più a largo possibile e, una volta eseguito il sorpasso, accelera di nuovo.

Le descrizioni sono finite, decidete voi chi essere. Ricordate che non basta avere una moto per essere un motociclista; il vero campione è semplicemente un motociclista degno di tale appellativo.


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